Danilo 的个人资料大仁路の日記。照片日志列表 工具 帮助
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ThisIsMyRealSurname Danilo

大仁路の日記。

Don't simulate yourself.
2009/3/31

A.G. (After Google)

 
  
 
 
Le persone sono piccoli led.
Quelle a te più vicine si illuminano/pulsano ad intermittenza e sono dei tuoi colori preferiti, di un'intensità maggiore. Gli altri sono trasparenti, opachi, bianchi. Gelidi.
Molti si sono spenti nel corso degli anni.
 
Ti chiedi cosa stiano facendo.
Probabilmente passano il tempo a vendere pixel su Internet, spazi pubblicitari, banner, o forse, in questo momento, stanno pigiando il tasto "Genius" di iTunes.
Forse stanno applicando l'ultimo tassello di un mosaico per una nuova linea della metropolitana di Helsinki o forse imparano lingue morte da inserire con soddisfazione nel proprio CV, proprio la in basso, proprio dove nessuno arriva mai a leggere.
 
Parlare lingue morte, specializzarsi in settori saturi, pianificare una rilassante vita convenzionale e poi fallire.
L'iPod mini è gigante. La nostalgia è invidiare se stessi. Patetico. toucharcade. 98,7x8,7. Esporta. Smettetela di citare i latini, siamo nell'era di Internet. Se pensi che tutto già esista, ti sbagli. 34734. "Elio": ma figurati se chiamo mio figlio come uno stupido gas che, se inalato, mi fa parlare come Paperino. photoshopdisasters.
 
Le persone sono come led, ma più ti concentri su di loro e più ti accorgi che l'ambiente che li circonda è una stanza bianca, un trionfo del minimalismo, un bijoux di design a cui tutti dovrebbero aspirare.
I colori vanno messi da parte, rinchiusi dentro una capsula di alluminio e liberati in una decina d'anni, quando avrai restituito i 200.000€ di mutuo per una casa dove non addobberai mai nessun albero di Natale.
 
L'impatto con la realtà è stato un orgasmo totale. Gelido. Rosa bubblegum. Sperma ovunque.
Vedere quelle metropolitane pulite, fiumi di alcol, depressioni, vomito, matrimoni lampo, persone con nomi improbabili, cibo liofilizzato, masturbazioni e droghe di cui nessun libro di Storia ci aveva parlato ci ha accarezzato il cuore, eccitato gli organi sessuali e stimolato il cervello.
 
Chi poteva prepararci meglio al Futuro se non il Futuro stesso?
Come potevamo credere che il Futuro avrebbe avuto un alcun tipo di legame con il passato?
 
Invidio chi vedrà Venezia completamente sott'acqua, ma è meravigliosamente bello vivere razionalmente un periodo storico colmo di schizofrenia umana, crack finanziari, uranio, petrolio, Google, YouTube, voli low cost, reality show, iPhone e droghe alla portata di tutti.
 
 
Kind regards,
D.
 

 

 
 
Tracklist:
 
Carvel - John Frusciante
Representing - John Frusciante
All I Need - Radiohead
Nothing's Wrong - Architecture In Helsinki
Doomsday Clock - Smashing Pumpkins
3's & 7's - Queens of the Stone Age
Fake Empire - The National
The First Season - John Frusciante
 
 
 

2008/11/10

Yes, we can DYS.

 
 
YES,
WE CAN
 
DYST
 
 
D.
 
2008/9/7

PaklSound1 vs. Beatmaker

 
 
 
Due iPhone softwares per creare 'musica'o, semplicemente, suoni.
 
 
PaklSound1
 
 
Beatmaker
 
D.
2008/8/19

Design alieno


Ci avevano truccati da alieni provenienti dal pianeta Kuk, ma solo dal bacino alla testa.
Dovevamo entrare in un’inquadratura dove Jujuk, il presidente del nostro pianeta, riceveva il capo di stato americano.
Era il primo incontro fisico tra la nostra civiltà ed i terrestri. Noi, in quel momento, ci trovavamo dietro un tavolo verde fluorescente a forma di culo che era chiaramente made in pianeta Terra.
Negli occhi delle altre comparse vedevo lo stesso sentimento di perplessità mista a speranza che sintetizzava un concetto banale quale “ok, cazzo...è chiaro che ‘sto tavolo a forma di culo l’hanno fabbricato in Cina, ma speriamo che coprono tutto con gli effetti speciali e che nessuno noterà che questo non è un tavolo kukiano...”.
In realtà, noi e il tavolo, saremmo stati poi parte del film per quasi nove decimi di secondo.

Non so perché, ma ci sentivamo parte integrante della pellicola e avevamo partorito un senso di responsabilità enorme, quasi come a illuderci che eravamo veramente fondamentali per il successo di questo progetto.

Alle 14:03 ci lasciarono liberi per la pausa pranzo.
Addentai il mio pasto facendo attenzione a non rovinarmi il trucco e a non far cadere le antennine che mi avevano incollato in testa.
Mi avvicinai a un gruppo di alieni che mangiavano un pasto più privilegiato del mio e, dall’accuratezza del loro make up, capii che erano attori quasi protagonisti.
Il ragazzo che stava dentro la parte anteriore della giraffa di gommapiuma e il presidente degli Stati Uniti parlavano di un posto in Nicaragua dove erano stati entrambi, ma sfortunatamente io non riuscivo neanche a localizzare mentalmente la precisa collocazione geografica del Nicaragua.
Volevo assolutamente scambiare due parole con l’attore protagonista in modo di aumentare di due punti la mia autostima, ma ero fuori dalla loro discussione.

Le truccatrici richiamarono il ragazzo che stava dentro la parte anteriore della giraffa per farlo accoppiare con il ragazzo che fungeva da gambe posteriori e culo della giraffa, così rimasi l’unico potenziale interlocutore della star del set.

“Usate Mac o PC per il montaggio del film?”
“Ultimamente si usa Mac, ma se ne vuoi sapere di più chiedi a quello col cappotto nero”
“Lavora al montaggio?”
“No, è un addetto al catering che consegna i pasti anche quelli che lavorano in-cazzo-devo-tornare-in-scena” 

Mi accorsi che stavo masticando la forchetta di plastica e che ero praticamente inutile. Nessuno se ne sarebbe accorto se fossi scappato all’improvviso.
Mi addentrai nel parco pubblico vicino al set e cominciai a camminare nella direzione opposta rispetto a quella dove sarei dovuto andare.
Un bambino con una maglietta orrenda della Guru mi tirò un sasso proprio mentre un fiocco di polline si attaccò sulla punta del mio naso.
Pensai a quanto sarebbe diverso il Mondo se dentro ogni fiocco di polline ci fosse un grumo di cocaina.

Restai a ciondolare sul sedile di un’altalena dandomi poca spinta e chiusi gli occhi.
Dentro la cabina telefonica stava crescendo dell’erba; una pianta rampicante abbracciava la cornetta.
Mentre il gelo della catena premeva contro il mio orecchio, mi figlia disse “sono orrende.”
“Cosa?”
“Le cabine.”
“Hanno il design di merda degli anni ’90.”
“E un bussolotto a forma di culo all’interno, figlio del restyling di fine secolo. Quand’è che le toglieranno?”
“Mai. Vogliono creare un’effetto nostalgia sulla mia generazione, ma noi non siamo nostalgici.”
“La nostalgia ha saltato una generazione.”
“Sì.”

Mi lasciai cadere a terra per testare la gravità.
Sassi, pile alkaline dell'IKEA e lattine di RedBull appiattite.

D.


Playlist:

Creepy crawl - Be Your Own Pet
L'Antilope - Carla Bruni
Plastic - Portishead
Tankakern - Autechre
What New York Used To Be - The Kills
Falling Down - Scarlett Johansson